Attività di collaborazione prestata in forza di un legame affettivo

D. Gli eredi del datore di lavoro, convenuti dalla colf per il pagamento delle retribuzioni maturate nel corso del  rapporto di lavoro possono rifiutarlo assumendo che l’eventuale attività di collaborazione familiare era stata prestata dalla stessa in forza non già di un rapporto di lavoro subordinato, ma di un legame affettivo esistente fra i due ?

R. L’eccezione può essere legittimamente formulata. L’adempimento degli oneri probatori a carico dei litiganti impone però che:  a) la colf ricorrente provi, con ogni mezzo istruttorio ammesso dall’ordinamento, i fatti posti a fondamento della domanda e cioè la durata del rapporto, la durata dell’orario di lavoro e le mansioni svolte e, possibilmente, anche l’esercizio del potere gerarchico e disciplinare del de cuius nei suoi confronti; b) gli eredi convenuti provino, anch’essi con ogni mezzo ammesso dall’ordinamento, l’esistenza del dedotto rapporto interpersonale, sì da poter escludere che le parti intendessero costituire un rapporto di lavoro.